Nuovo capitolo, la radioterapia

Squilla il telefono – bugia io ho sempre il silenzioso – il caso vuole che in quel momento ho il cellulare in mano e riesco a rispondere immediatamente. Dall’altra parte della cornetta (ma si può ancora dire? 🤔) è la segretaria del reparto di Radioterapia della Clinica Bonvicini di Bolzano.

La gentile signora mi dice che mercoledì 15 Aprile ho il mio primo colloquio con la dottoressa e che questo durerà qualche ora; prima un piccolo questionario relativo al mio stato di salute, poi degli esami del sangue ed infine una tac per stabilire il piano radioterapico.

IL COLLOQUIO

Inizio dicendo che la dottoressa è veramente super carina; mi mette subito a mio agio spiegandomi molto bene il mio quadro clinico e come la radioterapia incide sia sulle cellule tumorali che sul mio futuro stato di salute.

La Pet ha evidenziato un residuo di attività tumorale sia a livello mediastinico che all’altezza della giugulare destra.
La via più semplice e veloce sarebbe quella di irradiare solamente i due punti interessati ed evitare tutta la zona che al momento sembra guarita.
La via più complessa ma più completa sarebbe quella di irradiare tutta la zona dove il tumore si era sviluppato.

Le due zone interessate le potete vedere nella foto; zona mediastino (gialla al centro del torace) e zona sovraclavicolare (verde e un pochino di azzurro).

Guardando la mappa si capisce bene che trattare tutta la zona significa esporre ai raggi organi molto importanti quali polmoni, cuore e mammelle.
Ecco perché la dottoressa mi dice che prima di decidere il trattamento vuole confrontare due tac, la prima con respiro normale e la seconda con respiro trattenuto; in questo modo può vedere come, attraverso il respiro, si muovono gli organi interessati e quindi come i raggi potrebbero entrare nel mio corpo.

Mi spiega che il suo intento sarebbe di “disinfettare” più tessuti possibili per evitare che negli anni la malattia si possa nuovamente ripresentare, senza però invadere troppo gli organi sani.
Così facendo andrebbe poi a restringere il campo direzionando i raggi sui due punti del residuo attuale.

LA DECISIONE FINALE

Fortuna vuole 😅 che gli organi all’interno del mio torace siano perfettamente posizionati e ben distanti l’uno dall’altro (nonostante tutto qualcosa di buono dentro di me c’è 😉).
Questo significa che respirando normalmente ho una dilatazione polmonare che permette di trattare la zona in modo completo.
Sovrapponendo le due tac (con respiro normale e con respiro trattenuto) il fisico di laboratorio è riuscito a costruire un piano di radiazioni che va ad interessare sia la zona del mediastino che la zona della giugolare.

Con questo tipo di piano la mia dottoressa ha optato per la via più complessa ma più completa. Dunque andrò a fare 20 sessioni di radio da 3 minuti l’una; 17 andranno a trattare tutta la zona e le ultime 3 andranno a trattare solo le due parti con il residuo evidenziato dalla Pet di marzo.


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